Bucci sindaco, campagna al via con Meloni e Salvini: “Ora o mai più”, Toti: “Genova come Stalingrado”

By on 30 marzo 2017

Convention dei leader del centrodestra – manca solo Berlusconi – per presentare il candidato unitario. Meloni: “Intitolare una piazza a Fabrizio Quattrocchi”

Genova24.it  30 marzo 2017

Genova. “O adesso o mai più”. Matteo Salvini è convinto che Genova, a giugno, possa essere “finalmente strappata al Pd e alla sinistra dopo 40 anni di storia”. E’ stato questo uno dei refrain della giornata in cui i leader del centrodestra – mancava solo Silvio Berlusconi, a Malta per un meeting del Ppe – hanno benedetto la candidatura di Marco Bucci a sindaco di Genova.

Il segretario federale della Lega Nord, insieme a Giorgia Meloni, numero uno di Fratelli d’Italia, Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e consigliere politico di Forza Italia, e un foltissimo parterre di sostenitori legati ai tre partiti, dall’hotel Bristol di via XX Settembre hanno dato il via alla campagna elettorale.

Galleria fotograficasalvini per bucci Genova

“Genova sarà la nostra Stalingrado” ha detto Toti, in una metafora di non immediata interpretazione, che rimanda alla battaglia del 1942 e alla resistenza dell’Armata Rossa alle truppe naziste. Ad ogni modo, le prime trincee: i banchi del mercato orientale, in centro, dove sia Bucci sia Salvini si sono prestati a una serie infinita di selfie con i commercianti, e tanti cittadini simpatizzanti di vecchia o nuova data.

Marco Bucci, il manager genovese rientrato dall’America dopo 20 anni di esperienza all’estero, è pronto a incarnare “una nuova visione di città”. “Genova è una città meravigliosa, abbiamo la qualità di vita migliore del mondo – dice – bisogna puntare su questo per rilanciare l’economia”. Il programma? E’ in fase di lavorazione. “Non sarà un documento di 257 pagine – afferma – ma qualcosa di semplice, da portare in strada, al lavoro, in spiaggia, per cercare di parlarne il più possibile con i nostri amici e colleghi”.

I punti cardine del programma: legalità, sviluppo di porto e logistica, high tech e turismo, attenzione alle esigenze dei cittadini – “Sono loro gli azionisti dell’ammistrazione, sono loro i proprietari” – attraverso alcuni valori fondanti: “Professionalità e competenza, passione, onestà e integrità, trasparenza e spirito di servizio”, aggiunge Marco Bucci.

Più specifici i temi sollevati invece da Meloni e Salvini. La leader di Fdl si è concentrata sulla sicurezza e sulla lotta all’abusivismo: “Basta campi nomadi stanziali, basta mercati come quello di via Turati – ha dichiarato Meloni – e, in tempi di fondamentalismo islamico, vorrei che il nuovo sindaco intitolasse finalmente una via a Fabrizio Quattrocchi” (Bucci, per inciso, si è detto d’accordo).

Salvini ha dato indicazioni su come portare avanti la campagna elettorale: “Fatemi il piacere di non guardare a quello che faranno gli altri, Pd e M5S non ci interessano, quello su cui dobbiamo concentrarci è la restituzione di Genova ai genovesi, non è possibile che interi quartieri siano in mano a comunità di stranieri”. Un “prima gli italiani”, insomma, di fronte al quale, prima o poi, Bucci dovrà fornire il proprio pensiero: non sarà scontato far coincidere l’intransigenza “carroccesca” riguardo all’emergenza migranti con il dna dichiaratamente cattolico del candidato sindaco.

Candidato che, nel frattempo, sta tentando di abbandonare l’american english a favore di una più “pop” lingua genovese. A partire dalla cravatta. “Femmu Tornâ Grande Zena”, la scritta ricamata che cita lo slogan della campagna di Donald Trump: “Make America Great Again”.

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