La Liguria “chiude” i porti ai migranti

By on 18 luglio 2017

Giornale del Piemonte e della Liguria di sabato 15 luglio 2017

L’assessore regionale Rixi si oppone al piano del governo la Liguria (chiude» i porti ai migranti • «I nostri porti devono tornare a essere fonte di reddito e di occupazione. Non è accettabile che vengano regrediti a crocevia di disperati e importatori di nuovi poveri: gli scali liguri non accetteranno l’arrivo di navi mercantili con immigrati a bordo. Il blocco dei nostri porti sarà totale, come chiede un italiano su tre: anche gli altri scali facciano lo stesso». Edoardo Rixi, assessore regionale ai Porti e allo Sviluppo Economico, guida la rivolta contro il Piano Migranti proposto dal governo che prevede lo sbarco delle navi che salvano clandestini in mare nei porti del Nord, principalmente in quelli che sono i principali scali commerciali, Genova, Savona e La Spezia su tutti. Una ribellione a un governo che continua a procedere senza una linea precisa e con annunci buonisti per non affrontare un problema che si rivela sempre più un affare economico per chi partecipa al soccorso e all’accoglienza. Ribellione che tuttavia mette di fronte la Liguria a un rischio concreto. Perché la decisione eventualmente presa a livello di Ministero dell’Interno difficilmente potrebbe essere disattesa a livello locale. «La Liguria non diventerà complice di un governo che, con il folle piano presentato, vuole dare servizi sociosanitari personalizzati agli immigrati e abbandona i nostri anziani e i nostri disabili, perla cui assistenza i soldi non ci sono mai – incalza Rixi -. Destinare i nostri porti agli sbarchi è una follia sotto tutti i punti di vista e io ho il dovere di oppormi in tutti i modi possibili. Se poi il ministero vorrà prendersi questa responsabilità, dovrà spiegare al Paese perché paralizza l’attività del principale porti italiano e perché vuole mettere a rischio la sicurezza nazionale. Perché non è possibile che le Dogane debbano (giustamente) controllare ogni nave, ogni carico, ogni persone che passa in porto, o perché ci siano aree interedette a chi non ha il permesso, e poi il governo faccia arrivare negli stessi luoghi migliaia di stranieri sconosciuti. II rischio attentati sarebbe altissimo».

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