Rixi a Scajola: «La gente vota noi»

By on 26 luglio 2017

DOPO L’INTERVISTA

Centrodestra, è gelo su Claudio Scajola

DOPO L’INTERVISTA Silenzi da Toti e da Forza Italia

Rixi a Scajola: «La gente vota noi»

Le frasi sugli equilibri nel centrodestra e la discesa in campo dell’ex ministro scuotono la politica

Diego Pistacchi

Silenzi, no comment. Il centrodestra è scosso dall’intervista

di Claudio Scajola al Giornale del Piemonte e della Liguria. Più che la disponibilità a tornare in campo che l’ex ministro sta valutando, a lasciare il segno è piuttosto la visione per il futuro scenario

politico che traccia sulla coalizione che governa la Liguria e le sue principali città. Una coalizione che tiene insieme tutte le anime del centrodestra ma, come sottolineato dallo stesso Scajola, rispetto

alla «Casa delle Libertà» creata da Silvio Berlusconi nel ’94, oggi ha decisamente cambiato gli equilibri interni, con una centralità maggiore

della Lega. Giovanni Toti, il governatore cui Scajola ha fatto i complimenti ma anche un invito a concentrarsi maggiormente sul governo della Regione che sulle grandi manovre politiche, fa sapere di non essere interessato a commentare le parole dell’intervista. Anche

Sandro Biasotti, coordinatore regionale di Forza Italia, evita di intervenire. Chi invece non ha problemi a dire con la consueta franchezza ciò che pensa è Edoardo Rixi, segretario regionale del Carroccio. «Sinceramente sono interessato a guardare avanti e mi auguro che tutta la politica voglia fare altrettanto – spiega -. Con Claudio Scajola non ho nulla, ha fatto anche molte cose buone per il territorio. Prendo atto della sua disponibilità a tornare in campo e della

sua eventuale auto candidatura a Imperia. Credo che questi saranno discorsi che andranno affrontati con la coalizione, vedremo cosa ne

pensa Forza Italia e anche come Lega diremo la nostra. Non è questo il momento e il modo di scegliere un candidato».

Ma il punto centrale riguarda la posizione di Scajola sulla coalizione e sull’eccessivo peso della Lega e delle forze sovraniste, mentre un tempo il fulcro era Forza Italia. «Non credo ci possa fare molto nessuno se evidentemente da un po’ di anni i cittadini liberamente si esprimono così – taglia corto -. Quanto al modello Liguria, alla nostra coalizione, mi limito a osservare che dalla vittoria di Giovanni Toti, questa scelta ha portato a vincere in tutte le grandi città della Liguria e non mi risulta che prima Genova, La Spezia e Savona siano mai state vinte e governate, e persino tutte insieme, dal centrodestra al governo anche in Regione. Regione dove c’è uno Scajola che conosce bene, si chiama Marco e sta lavorando in maniera egregia per il suo territorio, in perfetta sinergia con Toti, così come lo siamo noi della Lega. Ripeto che se i cittadini hanno scelto questa coalizione qualche motivo ci sarà e credo non si possa mettere in discussione come ognuno vota A prescindere dal peso che ha una forza o l’altra». Concetti ribaditi a titolo personale anche da Ubaldo Borchi, commissario genovese di Fratelli d’Italia (anche il coordinatore regionale Matteo Rosso preferisce non intervenire): «Nulla da dire sulla persona, ci mancherebbe. Noi non cambieremo certo mai le nostre posizioni e le nostre idee che sono quelle che abbiamo sempre proposto agli elettori, in campagna elettorali. Ci sarà modo di confrontarsi con chiunque sui programmi e sui nomi quando sarà il momento». La Liguria resta più che mai un laboratorio politico, un terreno di confronto per il centrodestra e per le sue «anime» diverse. In un momento in cui le vittorie elettorali di Toti, Caprioglio, Bucci e Peracchini spingono in alto la figura dell’ex direttore del TG4, Berlusconi incassa le importanti uscite dei senatori centristi dalla maggioranza del governo Gentiloni che avvicinano le elezioni. Due forze che, se troveranno il

modo migliore per coesistere, potrebbero centrare una vittoria molto larga.

IlGiornale26-07-17

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