Viviani (Lega Nord): Approvata in Comune mozione contro ratifica del Ceta. ‘A rischio le tipicità ligure e spezzine’

By on 3 ottobre 2017

LA SPEZIA – Il consiglio comunale della Spezia ieri sera ha approvato la mozione presentata dalla Lega Nord Liguria Salvini contro la ratifica dell’accordo economico e commerciale tra Ue e Canada (Ceta). Unici astenuti, i consiglieri del Pd. «Aprire il mercato a una realtà agricola come il Canada significa condannare a morte il nostro agroalimentare» sottolinea il capogruppo leghista in Comune, Lorenzo Viviani, che prosegue: «Il consiglio comunale ieri sera ha deciso di essere vicino all’agricoltura, all’allevamento e alla pesca e  italiano,  votando in larga maggioranza una mozione targata Lega Nord, sottoscritta da Fratelli d’Italia e dal gruppo misto di Patrizia Sacconi, per sensibilizzare il nostro Governo al rigetto dell’accordo internazionale».

La mozione impegna, infatti, sindaco e assessore competente a intraprendere, nelle sedi opportune, ogni utile opera di pressione affinché siano respinti trattati di libero scambio, qualora questi costituiscano un vulnus nei confronti delle eccellenze agricole e alimentari della nostra provincia. «Come Lega Nord – aggiunge Viviani – a qualsiasi livello abbiamo lottato contro il Ceta, che contrasta seriamente il ‘made in Italy’, unendoci alle associazioni di categoria, in particolare alla Coldiretti, che ha svolto un ruolo importante di opposizione al trattato internazionale. Con il Ceta tante tipicità del nostro territorio rischiano di scomparire: dei 291 Igp e Dop italiane solo 41 sono state menzionate nell’accordo , lasciando fuori molte tipicità locali, liguri e spezzine. Inoltre, con il Ceta si riduce la sicurezza alimentare, aprendo le porte all’utilizzo di erbicidi sospettati di contenere elementi cancerogeni e utilizzati negli alimenti, come il Glifosate e gli ormoni della crescita nella carne. L’apertura a mercati internazionali, a realtà agricole deregolamentate e completamente diverse dalla nostra, sia a livello di sicurezza alimentare che di diritti dei lavoratori, porterà sulle nostre tavole prodotti di scarsa qualità e di dubbia provenienza. In regime di scarsa tracciabilità del prodotto tutto ciò rischia di tradursi nella scomparsa delle nostre eccellenze territoriali».

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